Partecipo spesso a congressi sulla SEO, sempre molto interessanti, ma certi temi sono alla lunga abbastanza ripetitivi. Ad esempio, sono anni che sento dire che la SMO (Social Media Optimization) sarà il lavoro del futuro, però amici miei, prima di dichiarare che “la SEO è morta”, andiamo con ordine:
E’ utile usare tecniche SEO sui social media? In molti casi le meccaniche di visibilità del tuo sito sono simili se non identiche a quelle che regolano i social. Si tratta di ragionare SEO nel progettare ed eseguire la tua strategia sui social media. In particolare ci sono diverse pratiche che devi tenere in considerazione, eccole:
- Devi postare quotidianamente e postare contenuti di qualità. Come fai per il blog sul sito web, la scelta degli argomenti e la costruzione del calendario editoriale vanno di pari passo con una conoscenza dettagliata del tuo pubblico. Sui Social la particolarità è data dal fatto che l’audience cambia a seconda della piattaforma. Devi tenerne conto.
- Le parole chiave sono importanti (anche) sui social. Molte meccaniche di quasi tutti i social media funzionano sulle keywords. La visibilità dei tuoi post sarà data in base all’algoritmo, ma la capacità di trovare i tuoi post con una ricerca generica è data dalle parole chiave. Devi scegliere le parole chiave del tuo settore e inserirle nella pagina, nella descrizione del prodotto o del servizio e negli articoli. Immagina quali parole le persone digitano sui social per cercare post come il tuo.
- La scelta dei contenuti. Ci sono diversi generi di contenuto, in generale i contenuti “educativi” fanno crescere l’engagement del tuo audience, i contenuti divertenti vengono condivisi, così come le informazioni “privilegiate”, i contenuti sexy ricevono visualizzazioni. La scelta è una scelta di campo.
- La cura delle immagini è fondamentale. I contenuti con immagini o video funzionano in generale di più, è un dato di fatto. La selezione delle immagini che pubblichi sui social deve essere in linea con il design che hai dato al tuo sito. Migliore la qualità, migliore la capacità attrattiva.
- Identità di informazioni. L’immagine online del tuo brand, formata sia dal sito che dai social, deve essere unica. Ribadisci su ogni canale la mission e i principi del tuo brand, costruiscine con coerenza la digital reputation. Google ne terrà conto e sarà molto utile.
- Interconnetti e presta attenzione ai dettagli. Una buona idea è connettere tra loro i tuoi post sui social media, in particolare fare cross-platform ad esempio da Facebook a Twitter, a Instagram, a YouTube e così via. Un’altra buona idea di SEO che si può applicare è aggiungere una parola chiave pertinente al titolo dell’immagine durante il caricamento.
L’esperienza mi dice che non esiste una ricetta unica per i social media, né per il digital marketing.
L’unica cosa che davvero funziona, e lo dico da Growth Hacker (e supereroe), è testare e ritestare
Dopo ogni campagna replicare ciò che ha funzionato e diminuire risorse a ciò che non ha funzionato. E poi? Tanta capacità di adattare il progetto e noi stessi all’evolversi della situazione, se ci fosse la formula magica seguiremmo tutti quella!
Aggiornamento 2026: i social come motori di ricerca
Otto anni dopo aver scritto questo articolo, qualcosa è cambiato profondamente. I social media non sono più “anche” motori di ricerca: per ampie fasce di pubblico sono diventati il motore di ricerca principale. Te lo aggiorno con quattro punti concreti.
TikTok: il motore di ricerca della Gen Z
Dato 2025: il 51% degli utenti italiani 16-30 anni dichiara di cercare prima su TikTok rispetto a Google quando vuole consigli di consumo (ristoranti, prodotti, viaggi). Il motivo: TikTok dà risposte video più rapide e percepite come autentiche di una lista di link.
Tradotto per chi gestisce un brand: avere presenza su TikTok con video che intercettano query specifiche è SEO al 100%. Format vincenti per query informational:
- “Migliori X a [città]” – 30-45 secondi, lista di 3 opzioni con motivazione
- “Come fare X in 60 secondi” – tutorial veloce
- “X vs Y” – confronto rapido con verdetto
Hashtag rilevanti, descrizione con parole chiave, sottotitoli text-on-screen con le keyword. Stesse regole della SEO classica applicate al video.
Pinterest: il motore di ricerca dimenticato
Pinterest in Italia è sottovalutato. Eppure ha 8 milioni di utenti attivi mensili italiani e una caratteristica unica: gli utenti cercano attivamente prodotti e idee (intent commerciale alto). Conversion rate da Pinterest a vendita: spesso 2-3x quello di Instagram.
Per settori dove funziona: arredamento, moda, food, weddings, viaggi, fai-da-te, beauty. Per B2B puro: zero, lascia perdere.
Tre tattiche per fare SEO su Pinterest:
- Pin con titoli che includono keyword (es. “Bracciali artigianali Milano sotto 50€”)
- Board strutturate per topic (no random)
- Rich Pins attivi sul sito (richiede schema markup su pagine prodotto, 30 min di setup)
LinkedIn Search: il motore di ricerca B2B
LinkedIn ha 18 milioni di utenti italiani nel 2026, di cui 4-5 milioni attivi settimanali. La sua search interna è dove i decision-maker B2B cercano fornitori, freelance, partner. Cinque pratiche SEO per LinkedIn:
- Headline professionale con 3 keyword chiave del tuo posizionamento
- About section di 2.000+ caratteri con keyword distribuite naturalmente
- Featured con i 3-4 contenuti che vuoi siano la prima cosa che vedi
- Pubblicazioni regolari con keyword del settore
- Recommendation/Skill endorsement da connessioni qualificate
Profili social con schema markup
Per Google, i profili social di una persona/azienda sono segnali di entità e autorevolezza. Aggiungi nel tuo sito uno schema `Person` o `Organization` che linki tutti i profili social pubblici. Google li usa per costruire il Knowledge Panel e per le AI Overviews.
Codice minimo per un sito aziendale:
{
"@context": "https://schema.org",
"@type": "Organization",
"name": "Nome Azienda",
"url": "https://example.it",
"sameAs": [
"https://www.linkedin.com/company/...",
"https://www.instagram.com/...",
"https://www.facebook.com/...",
"https://www.tiktok.com/@..."
]
}
Per il contesto SEO completo nell’era AI Overviews vedi la guida AI Overviews e per i pattern algoritmici del 2026 vedi l’algoritmo Facebook 2026.
Errori comuni nelle PMI italiane sulla SEO social
Trattare i social come amplificatore solo. Postare lo stesso contenuto del blog senza adattare format e keyword piattaforma per piattaforma. Funziona poco.
Ignorare le keyword nei video. TikTok e YouTube hanno entrambi captioning automatico AI: le tue parole nel video sono indicizzate. Usa le keyword esplicitamente nel parlato dei primi 10 secondi.
Bio social generica. La bio Instagram, LinkedIn, TikTok è prima cosa che vede chi ti trova in ricerca. Tre keyword precise del tuo posizionamento + USP + CTA.
Non pubblicare consistente. Account inattivi sono morti per la search interna. Frequenza target 2026: 3-5 post a settimana su canale principale, 1-2 sui secondari.
FAQ SEO sui social 2026
Quale social ha SEO più forte oggi?
Per la Gen Z: TikTok. Per professionisti: LinkedIn. Per prodotti visual: Pinterest. Per brand generalista B2C: Instagram. Per locale Italia: Google Maps + Google Reviews battono tutti.
I social signals influenzano la SEO classica Google?
Indirettamente. Google ha sempre detto che non usa “social signals” direttamente nel ranking. Ma i social signals portano traffico, brand search, segnali di autorevolezza che Google usa indirettamente. Il networking effect è reale anche se non c’è una formula diretta.
Quanto tempo investire nella SEO social?
Per PMI italiana con un canale primario serio: 5-10 ore a settimana per creazione contenuti + optimization + risposta engagement. Sotto questa soglia hai presenza simbolica, non SEO efficace.
Posso fare SEO sui social senza essere influencer?
Sì. La SEO social non è “diventare popolare” ma “essere trovato quando cercano cose specifiche”. Una micro-pagina con 500 follower altamente targettizzati e contenuti SEO-strutturati batte una pagina da 50k follower scollegata dalle query del target.
Conviene investire su X (Twitter) per SEO nel 2026?
No, salvo settori specifici (giornalismo, politica, tech news). X ha perso utenti e affidabilità. Investi in Threads o Bluesky per il pubblico ex-Twitter, ma con aspettative basse: ancora di nicchia in Italia.
Cosa fare nei prossimi 30 giorni
Apri il social dove sei più presente. Fai una ricerca interna delle 5 keyword principali del tuo settore. Sei nei primi risultati? Se no, il tuo profilo non è SEO-ottimizzato. Riscrivi bio, headline e descrizione con quelle keyword. Pubblica 3 post a settimana per 30 giorni con keyword chiare nei primi 10 secondi (video) o nei primi 100 caratteri (testo). Misura dopo 30 giorni. È il minimo per partire seriamente con SEO sui social.
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